I Luoghi del Cammino con Francesco

Incassati nella roccia e avvolti nei boschi i quattro Santuari francescani sono una testimonianza via della spiritualità francescana e un inno alla bellezza della natura.
Essi si possono raggiungere percorrendo il “Cammino con Francesco” un itinerario di circa 60 Km, interamente percorribile a piedi, a cavallo, in mountain bike o in macchina. Il Convento di Greccio
risale, nel suo nucleo più antico, ai tempi della predicazione di Francesco. Nel Natale del 1223 il Santo vi rappresentò la Natività del Redentore, per la prima volta nella tradizione cristiana, con figure umane e animali viventi. Nella cappella del Presepe, sopra l’altare, è un affresco quattrocentesco che ricorda l’episodio. Dalla cappella si accede alla cella dove Francesco si coricava sulla nuda roccia. Al primo piano è collocato l’antico dormitorio (1260-1270) composto di nude cellette di legno.
Il Convento di Fonte Colombo:
qui nel 1223 il Santo dettò la severa Regola dell’Ordine. Nel 1225 sostò di nuovo tra i boschi di Fonte Colombo per subire una delicata operazione agli occhi. Il complesso conventuale è costituito da una piazzetta su cui si affacciano la chiesa consacrata nel 1450 ed il convento in parte quattrocentesco. Più in basso si trovano il Romitorio di San Francesco e la Cappella della Maddalena (sec. XIII). La visita si chiude con il Sacro Speco, dove Francesco ebbe la visione di Cristo che confermava la Regola.
Il Convento di San Giacomo di Poggio Bustone:
“Buon giorno, buona gente”, con queste parole nell’autunno del 1208 il giovane Francesco saluta gli abitanti di Poggio Bustone, uno dei borghi dai quali inizia la predicazione nella Valle Reatina. Isolato tra i verdi boschi, venne fondato tra il 1235 e il 1237.Il chiosto conserva pilastri e colonnine ottagonali del

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convento duecentesco.
Si possono visitare anche il refettorio, con le pareti affrescate, e lo Speco abitato da San Francesco. Salendo sul Monte Rosato, a 1075 metri di altezza, si può sostare al Romitorio, dimora prediletta del Santo, dove si trovano una chiesetta duecentesca ed una cappella del Seicento con affreschi coevi.
Il Convento La Foresta:
la tradizione vuole che, nella pace di queste colline, il Santo componesse il Cantico delle Creature. La visita al Convento include la Chiesa di San Fabiano, affrescata nel XV sec., ed inglobata nel 1600 nella Chiesa di Santa Maria. Il refettorio contiene ancora la vasca nella quale il Santo compì il miracolo dell’uva.
Il Tempio di San Francesco al Monte Terminillo:
nel 1939 Pio XII dichiarava San Francesco Patrono d'Italia. Per celebrare l'evento i frati francescani vollero edificare un Tempio (posto a 1623 m s.l.m.) sul Monte Terminillo. Padre Riziero Lanfaloni con costante lavoro, sofferta tenacia, solerte impertinenza, insistente richiesta, i piccoli rivoli di aiuti, permessi e donazioni sfociarono in questo grande mare. All’interno del Tempio il ricordo più prezioso: un'urna contenente la reliquia del corpo del Poverello. Davanti all'urna arde perenne una lampada votiva.
Il Faggio di San Francesco di Rivodutri:
l’albero è famoso per la sua forma straordinaria, con i rami che s’intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza incomparabile. La tradizione vuole che la pianta assunse questa conformazione per riparare San Francesco da un temporale durante un solitario ritiro mistico. Un miracolo della natura, un monumento nato da oltre due secoli, esemplare unico nel pianeta.

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GRECCIO: la Betlemme Francescana

"Francesco amava l'eremo di Greccio, dove i frati erano virtuosi e poveri..." Il Santuario di Greccio dista 17 Km. da Rieti, appare agli occhi del pellegrino imponente come se fuoriuscisse dalla montagna; è stato costruito in momenti diversi su arditi pilastri di roccia. S. Francesco giunse a Greccio una prima volta nel 1209, rimanendo affascinato dal luogo e dalla devozione degli abitanti. Nel 1223, dopo aver chiesto il permesso a Papa Onorio III°, volle rappresentare, per la prima volta, la Natività di Gesù Bambino, aiutato dal Velita, feudatario del posto.Fulcro del santuario è la Cappella del Presepe, costruita dopo la morte del Santo e dedicata a S. Lucia. Fu edificata sul luogo della rievocazione ed è mirabile l’affresco di scuola giottesca del ‘400 che rappresenta la Natività di Betlemme e quella di Greccio. Proseguendo sono visibili il refettorio, il dormitorio con la piccola cella dove il Santo
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riposava, seduto e non disteso, sulla nuda roccia.
Attraverso una stretta scala si arriva al dormitorio ligneo di S. Bonaventura (1260-70), alla piccola chiesa dedicata al Santo che conserva ancora intatti i severi stalli, il leggio ed il supporto girevole per sostenere il libro corale e la lanterna.
La copertura della chiesa è a botte caratterizzata da stelle e dall’immagine dell’Angelo Pasquale; sulle pareti un affresco trecentesco del Santo con l’angelo che annunzia la remissione dei peccati; un tondo della Vergine con il Bambino, opera di Biagio d’Antonio, discepolo del Ghirlandaio, ed una Deposizione tra i santi del XIV sec. Posta al di sopra dell’altare.
Di lato l’oratorio di S. Francesco conserva il ritratto del Santo. Usciti sul piazzale, oltre a godere del magnifico panorama, si può entrare nella nuova chiesa costruita nel 1959, la quale custodisce una mostra permanente di presepi.
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FONTE COLOMBO: il Sinai Francescano

Il Santuario di Fonte Colombo dista 5 Km da Rieti ed è circondato da una fitta vegetazione. Il suo nome deriva da una sorgente, vista da S. Francesco nel 1227 mentre delle bianche colombe si abbeveravano; ciò gli suggerì il nome di Fons Columbarum. Qui il Santo scrisse la Regola definitiva, approvata da Papa Onorio III nell’autunno del 1223, qui subì la dolorosa operazione agli occhi nel 1225, qui si trova il Sacro Speco dove il Santo si ritirò per quaranta giorni per scrivere la Regola e qui è il ceppo dell’elce dove sarebbe apparso Cristo Nostro Signore. All’arrivo di Francesco vi era solo la Cappella della Maddalena con il romitorio, appartenenti all’Abbazia di Farfa.
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La piccola cappella custodisce la Tau simbolo della Croce si Cristo. Molti vogliono sia opera di S. Francesco, che scelse questa lettera come suo simbolo. Nella piccola abside si ammirano affreschi di scuola bizantina, ai lati affreschi del ‘300 e del ‘600. La chiesa, dedicata ai SS. Francesco e Bernardino da Siena, è all’insegna della semplicità francescana, fu consacrata nel 1450. All’interno si trovano delle vetrate istoriate novecentesche, e un altorilievo in legno, ricordo dell’apparizione di Gesù Cristo quando dettò la Regola al Santo. .


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POGGIO BUSTONE: buongiorno buona gente

Il Santuario di Poggio Bustone fu il primo luogo che Francesco visitò nel 1208 quando decise di allontanarsi dalla sua città natale. Giunto a Poggio Bustone salutò il popolo con queste parole”Buon giorno buona gente”. Arrivati sul piazzale, un viottolo ci conduce alla Cappella costruita in parte nel ‘300 e in parte nel ‘600; qui apparve a S. Francesco l’angelo sotto forma di fanciullo che gli annunziava la remissione dei peccati e l’espansione dell’Ordine. Sul piazzale, a ridosso della montagna, si scorge il Tempietto della Pace dove è collocata una statua del Santo sorridente.

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Anche la chiesa si trova sul suddetto piazzale; è dedicata a S. Giacomo, a navata unica con copertura lignea; all’interno una tavoletta del XIV-XV sec. raffigura La Madonna delle Grazie col Bambino e S. Giuseppe; durante i lavori del 1948, che hanno riportato la chiesa al suo aspetto originale, è venuto alla luce un affresco seicentesco. Nel chiostro si notano la splendida Vergine col Bambino di scuola umbro-toscana del ‘400 e le pitture del XVII sec. che ricordano episodi della vita di S. Francesco. Attraverso una stretta scala si giunge all’eremo che conserva ancora l’aspetto originario. .

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LA FORESTA: l'ispirazione per il Cantico delle Creature

A soli 4 Km da Rieti si può visitare il Santuario di S. Maria de La Foresta, dove nel 1225 S. Francesco si recò, sotto richiesta del cardinale Ugolino, poiché si erano aggravate le sue condizioni di salute ed era necessario un intervento agli occhi. Il Santo decise di fermarsi nella piccola Chiesa di S. Fabiano per riposare e per celarsi ai fedeli. Il luogo è legato a due avvenimenti: il miracolo dell’uva, ricordato in un’edicola di fronte al portico della chiesa, e la composizione del Cantico delle Creature.
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Un viale, scandito da edicole con maioliche di scuola napoletana, ci conduce al santuario. La piccola Chiesa di S. Fabiano con affreschi del XV sec. è stata inglobata nella Chiesa di S. Maria, costruita successivamente. Si può visitare la domus dove dimorò Francesco con i suoi compagni, il luogo del miracolo, il chiostro quattrocentesco e la cavità nella roccia dove S. Francesco diede vita al Cantico delle Creature .


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IL TEMPIO DI S. FRANCESCO: al Terminillo la reliquia del Santo

Il 18 Giugno 1939 Pio XII dichiarava S. Francesco D'Assisi Patrono d'italia. A memoria di questo avvenimento i frati minori conventuali vollero edificare un Tempio (posto a 1623 m s.l.m.) sul Monte Terminillo. La scommessa di questa imponente ma armoniosa costruzione fu intrapresa da P. Riziero Lanfaloni, inviato su questo monte il 4 giugno 1948. Con costante lavoro, sofferta tenacia, solerte impertinenza, insistente richiesta, i piccoli rivoli di aiuti, permessi e donazioni sfociarono in questo grande mare.
Dopo la solenne posa della Prima Pietra, il 18 settembre 1949, proveniente dal Sacro convento di Assisi, e benedetta dal Card. Carlo Confalonieri, Arcivescovo dell'Aquila, iniziarono i primi lavori di sbancamento (1952). Finalmente il 22 Agosto 1964 la Chiesa fu consacrata dall'Arcivescovo dell'Aquila Mons. Costantino Stella: il sogno era realizzato! Il 13 settembre fu inaugurata solennemente dal Card. Carlo Confalonieri. Un'opera, quella del Tempio Votivo nazionale, che impiegò decenni di ansie e preoccupazioni, di tensioni e di speranze, di ambizioni e rivincite, ed è oggi, dai suoi 1623 m. di altitudine, quasi un ideale sintesi dei valori espressi dai quattro santuari francescani della valle reatina, avvolti dall’alto in un suggestivo abbraccio riassuntivo.
Ed è così che al centro d’Italia, sulle vette del Terminillo, ogni italiano può gustare,

rivivere, ed riappropriarsi della figura e del messaggio del suo patrono: Francesco d’Assisi., a cui la pietà degli italiani dei giorni nostri ha voluto dedicare un tempio. L'interno volutamente diverso dall'esterno presenta un unico motivo architettonico. la volta a botte così longilinea, parabolica richiama la stessa volta della Porziuncola. Iniziando la visita da destra si incontra la cappella dedicata a S.Antonio, con mosaico a tutta parete, al centro del quale si staglia con una prospettiva raffinata la figura del Santo. Nell’ultima cappella a destra di chi entra nel tempio del Terminillo, quella in prossimità del presbiterio, sotto la grande croce in rame smaltato, che richiama il più noto crocifisso di San Damiano che parlò al santo di Assisi, è collocata un’urna in pietra e vetri policromi che custodisce una reliquia di San Francesco. La reliquia in oggetto è un frammento delle spoglie mortali del Santo patrono d’Italia. La presenza della reliquia del poverello di Assisi, raro privilegio concesso a pochissime chiese nel mondo, caratterizza il santuario di Terminillo e lo rende particolarmente caro a molti devoti. ReliquarioDinnanzi all’urna contenente la reliquia, arde perennemente una lampada votiva alimentata da un olio speciale offerto dai visitatori del santuario, dai devoti del santo e dai pellegrini che, compiendo il "cammino di Francesco", salgono fino al santuario del Terminillo.

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IL FAGGIO DI S. FRANCESCO: l'albero ossequioso

Tra i numerosi percorsi che segnalano la presenza di San Francesco d'Assisi in questa zona dei Monti Reatini, nel comune di Rivodutri, spicca il percorso che conduce al faggio che si trova a mille metri di altitudine e che, secondo la leggenda, avrebbe piegato i suoi rami per offrire un rifugio al Santo, assumendo così questa forma straordinaria che ancora oggi si può ammirare. Il Faggio con la sua chioma arriva a 22 metri di diametro ed è entrato di diritto nel novero degli alberi monumentali. La sua particolarità si può riscontrare nella sua

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morfologia che presenta rami nodosi e rivolti verso il basso dovuta ad una mutazione spontanea che si può riscontrare solo in altri due esemplari in tutto il mondo e che si trovano uno in Inghilterra e l'altro in Nord America. Nella zona soprastante il Faggio tutt'oggi è possibile ammirare, impresse su di una pietra, delle impronte di ginocchia che la leggenda fa risalire al Santo adagiatosi sulla stessa in preghiera. Nel 1999 è stato restaurato un vecchio rudere per realizzare una Chiesina nella quale è conservata una reliquia di San Francesco. .

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Camminare puo' essere gioia o sofferenza, o altro ancora. Per me camminare è: trovare il tempo di parlare a se stessi.